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Quando si deve scegliere un relè o un timer per un'applicazione, in particolar modo se l'applicazione in questione è molto 'delicata', bisogna porre grande attenzione a tutte le caratteristiche del relè. Per la maggior parte delle applicazioni, soprattutto quelle di potenza, di solito si pone l'attenzione solo su: tensione di alimentazione di bobina, corrente massima supportata dai contatti del relè e sul prezzo; quasi mai si guarda la corrente assorbita dalla bobina o la sua resistenza, men che meno si pone attenzione su altre caratteristiche ritenute meno importanti.
In particolari applicazioni tipo telecomunicazioni o apparecchiature di misura oppure applicazioni sottoposte a specifica militare è invece necessario avere un quadro completo della tipologia di relè che si deve usare. I relè vengono forniti con datasheet molto dettagliati che specificano tutte le sue caratteristiche e peculiarità. Questo significa che a parità di tensione di alimentazione e corrente supportata, non tutti i relè o timer possono essere intercambiabili in determinate applicazioni.
Come già anticipato, la tensione di bobina e la corrente massima sono le caratteristiche più evidenti di un relè ma altrettanto importante è la corrente nominale che scorre nella bobina quando il relè è attivo, conoscendo la quale è possibile tarare il sistema di pilotaggio del relè che non dovrà essere né sottodimensionato né troppo sovradimensionato(aumento inutile dei costi).
In un relè si definiscono Pull-in e Drop-out, le grandezze (tensione o corrente a seconda del pilotaggio) misurate al momento che il relè viene, rispettivamente, eccitato oppure rilasciato; per capire meglio diciamo che la tensione indicata per il funzionamento di un relè è una grandezza nominale, una grandezza standard di funzionamento intorno alla quale va di norma fatto funzionare il dispositivo in modo da non avere malfunzionamenti; detto questo possiamo intuire che non può essere una grandezza critica; ad esempio se il relè è definito per una tensione nominale 12 Vdc non avremo l'eccitazione a 11,9 Vdc ma ad una tensione molto più bassa, questa è la tensione di Pull-In. Per quanto riguarda il Drop-out, lo possiamo vedere come la tensione alla quale viene a mancare l'eccitazione del relè. Lo stesso discorso va fatto se il relè viene pilotato in corrente, considerando quindi la corrente di Pull-in e di Drop-out. La misurazione di queste grandezze viene fatta con un metodo chiamato a doppia rampa. In pratica per il Pull-in si alimenta il relè con una rampa di tensione abbastanza ripida, nel momento in cui si avverte lo scatto si arresta la rampa, la tensione di Pull-in è appena al di sotto di questa; per avere però una misura più precisa, si abbassa la tensione di alimentazione di un tot, in modo da diseccitare il relè alimentandolo appena sotto soglia e si ricomincia ad incrementare la tensione con una rampa molto meno ripida della precedente, fino ad avere un nuovo stato di eccitazione al quale si misurerà la tensione di Pull-in. Per il Drop-out il procedimento è analogo e inverso. Si usa questa metodologia per velocizzare la procedura di misura, in questo modo si trova rapidamente la finestra di tensione che ci interessa e quindi si effettua una misura precisa solo in questa zona.
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