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I profili di temporizzazione più comune sono: “Interval Timer”, “Delay on Operate” and “Delay on Release'. I tempi di commutazione sono specifici per ogni dispositivo, da qualche millisecondo a svariate ore, inoltre possono essere fissi o variabili. Nel caso di tempo variabile, questo viene determinato di solito variando il valore di una resistenza che viene connessa al relè ad una porta specifica per questa funzione; nel datasheet del componente viene data la funzione che lega il valore di resistenza al tempo desiderato.
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Fig. 1 Interval Timer |
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Fig. 3 Delay on Release |
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I diagrammi sono molto semplici:
Per 'Interval Timer' in Fig.1, vediamo che il contatto si chiude appena viene alimentato il circuito e rimane chiuso per un intervallo di tempo 'Time delay' che sarà specifico per ogni dispositivo.
Per 'Delay on Operate' in Fig. 2, il contatto non si chiuderà al momento dell'alimentazione del dispositivo ma dopo un tempo determinato 'Time Delay'.
Invece per 'Delay on Release' in Fig. 3 avremo un comando di attivazione indipendente dall'alimentazione, quindi una volta alimentato il dispositivo non succede nulla fino a che non viene dato l'impulso di trigger, il quale quindi può avere caratteristiche elettriche diverse dall'alimentazione, e perciò può essere ad esempio inviato da un microcontrollore a 5V quando il dispositico è alimentato a 220Vac; il timer a questo punto rimarrà attivo per tutto il tempo in cui è attivo l'impulso di trigger più un determinato tempo 'Delay Time' dopo che l'impulso di trigger è stato tolto.
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